Il corpo nella relazione con il mondo è il tema di questo nuovo numero di Riflessioni Sistemiche, scelto con l’idea di esplorarne la complessità alla luce di quelli che sono gli studi e le teorie più recenti in ambito sistemico. Non solo il corpo come contesto biologico con i suoi vincoli organizzativi e di funzionamento, ma anche il corpo vissuto (vedi il Leib del pensiero fenomenologico husserliano) nel suo dispiegarsi nell’arco della vita e con le sue contingenze storiche.
Inoltre questa monografia N°34 esplora la dimensione corporea sia 1) nella dinamica della comunicazione, intesa in senso lato, che 2) in quella della conoscenza, temi toccati praticamente da tutti i contributi. In entrambi i casi si pone un problema di accoppiamento strutturale (concetto coniato nella teoria dell'autopoiesi di Maturana e Varela). Sia nella comunicazione (ad esempio a livello socio-relazionale) che nei processi conoscitivi, il significato emerge dall'interazione; nel primo caso dall’interazione tra i partecipanti alla comunicazione, mentre nel secondo caso dall'interazione tra chi conosce (osservatore) e l'oggetto/evento di studio.
Sia il Significato (ad esempio il senso condiviso di un’azione comunicativa) che la Conoscenza (un particolare modo di organizzare i dati per descrivere un particolare fenomeno) sono quindi sempre emergenze di un contesto, di dinamiche interattive, e il corpo è al tempo stesso fondamento e parte in causa di tali dinamiche in trasformazione nel tempo.
In altri numeri della nostra rivista abbiamo toccato il tema del rapporto fra Relazioni e cura (XXX), e quello dei Beni comuni: tra complessità e cura (XXXII), problematiche che in ottica sistemica sono da avvicinarsi al tema del corpo, sia per quello che riguarda la nostra specie (Homo sapiens) e sia più in generale per quello che invece riguarda i viventi negli ecosistemi d’appartenenza.
Suggeriamo di rileggere alcuni articoli di queste monografie provando a correlarle con alcuni temi presenti in questo numero (le monografie citate possono essere scaricate in questa sezione del sito)
Va detto che nell’ideare la monografia che il lettore sta per consultare, abbiamo pensato ad una serie di contributi che coinvolgessero autori come al solito provenienti da ambiti disciplinari diversi; e gli argomenti individuati partono anche da aspetti abbastanza specialistici per giungere poi, insieme, ad un affresco più generale sul tema.
Parliamo ora dei singoli contributi, che spesso richiamano concetti tipicamente sistemici:
Giuseppe Conte è partito dalle suggestioni di una storia vera di un viaggio considerato impossibile, relativa al mito dell’entità creatrice Ta’aroa; il corpo vissuto come esperienza, identità e cognizione, ci porta a radicare i pensieri in una comprensione complessa e incarnata non solo nel singolo individuo, ma anche nel sociale.
Serena Dinelli ci propone una riflessione sul livello profondo del corpo da cui possono derivare “metafore viventi” attraverso la “cultura mimica” di Merlin Donald; una connessione sistemica tra corpo e metafora, per mezzo della propria esperienza creativa artistica, influenzata da Gregory Bateson e da Sandro Rossi, allievo di Orazio Costa.
Laura Formenti individua nell’esperienza estetica un intreccio interattivo tra corpo, cultura e mondo: la lettura di alcuni autori indica con chiarezza che la percezione, la conoscenza e l’apprendimento siano da considerarsi come processi incarnati e definiti in una cornice storica. L’educazione, specialmente quella alla sensibilità, deve collegare attenzione, risonanza e portare a possibilità di trasformazione delle realtà.
Massimo Giuliani affronta il tema delle tecnologie nelle terapie psicologiche, fornendo utili suggestioni per pensare il corpo come “parte di assemblaggi cognitivi mutevoli” in una dimensione diversa dagli antichi dualismi. In tal senso l’autore propone modalità cliniche in cui “il corpo interfaccia” partecipa ad una nuova dimensione cibernetica, nel contesto di una complementarietà (logica non dualistica) fra comunicazione on-line ed off-line definita come “terapia onlife”.
Silvia Luraschi esplora il ruolo fondamentale del sentire corporeo nei processi di apprendimento. Attraverso il suo “pensare con i piedi”, consistente in un approccio ecologico, libertario, ed embodied all’apprendimento, l’autrice cerca di valorizzare la vulnerabilità, l’immaginazione e la coregolazione.
Cristina Mangia e Sabrina Presto sottolineano che le pratiche di ricerca partecipata, la scrittura divulgativa e il Teatro costruiscono una conoscenza più responsabile, il ruolo dei corpi, dei valori e delle emozioni nella ricerca e nella comunicazione su ambiente e salute, è centrale. Le due autrici riprendono qui un tema già affrontato nel saggio di recente pubblicazione “Scienziate visionarie”.
Federica Salerni racconta, con le proprie esperienze professionali, il corpo nella maternità attraverso la sua trasformazione, che non è solo fisica e biologica, ma identitaria e esistenziale, specchio della complessità invisibile dell’individuo che vive la maternità, anche attraverso l’esperienza del dolore.
Mario Thanavaro esplora il corpo come luogo centrale di consapevolezza attraverso l’esperienza contemplativa, ponendo le pratiche orientali in dialogo con la cultura occidentale. Il corpo non è solo materia, è un campo esperenziale, rappresentando la via maestra per una trasformazione della coscienza.
Infine Marco Vallarino individua nel metodo Feldenkrais un sistema di apprendimento somatico centrato sull’unità mente-corpo: l’individuo per mezzo del movimento consapevole, dell’uso inclusivo dell’attenzione e della multisensorialità sviluppa la propria autoimmagine. In tal senso sono indicate applicazioni pratiche in particolare per quello che riguarda le arti performative e la rieducazione motoria.
Nella sostanza crediamo che con questo numero sia possibile individuare il ruolo del corpo e dell’esperienza corporea secondo diverse prospettive, tutte però facenti riferimento più o meno esplicitamente all’epistemologia sistemica, e tutte aperte a nuove interpretazioni e domande. Si tratta ovviamente di un tentativo iniziale relativamente a una serie di problemi antichi che hanno impegnato e impegneranno sicuramente l’uomo nel futuro.
Ringraziamo tutti gli autori e le autrici che hanno contribuito in maniera appassionata alla realizzazione di questo numero, e Giuseppe Conte che, come al solito, ha supervisionato gli aspetti tecnici della pubblicazione presso il website dell’AIEMS.
Sergio Boria, Giorgio Narducci e la Redazione
Giuseppe Conte
Prendendo spunto dalla storia vera di un viaggio giudicato impossibile e del suo protagonista, si evidenzia come il corpo vissuto sia al centro dell’esperienza, della cognizione, dell’identità. È trattato di come ogni pensiero sia radicato nel corporeo e di come la vita sia l’elemento che conduce allo sviluppo di una comprensione piena di fenomeni complessi individuali e sociali.
A partire dal pensiero di Gregory Bateson e dall’esperienza creativa dell’A. il testo esplora un livello profondo del corpo da cui possono scaturire ‘metafore viventi’, passando per la ‘cultura mimica’ teorizzata dallo psicologo evolutivo Merlin Donald, per le ‘forme vitali’ teorizzate dello psicoanalista Daniel Stern ed il Metodo Mimico di Orazio Costa.
L’esperienza estetica nasce dall’interazione tra corpo, cultura e mondo. Attraverso Bateson, Maturana, Varela, Arasse e Rosa, il testo mostra come percezione, conoscenza e apprendimento siano processi incarnati, relazionali e storicamente situati. L’arte non trasmette significati, ma perturba e amplia il dominio delle distinzioni. Educare alla sensibilità significa coltivare attenzione, risonanza e possibilità trasformative.
Dalla teoria della mente estesa al postumanesimo prospettive diverse ci forniscono una cibernetica per pensare il corpo nel XXI secolo come parte di “assemblaggi cognitivi mutevoli”, oltre antichi dualismi (da Cartesio fino a “online vs. offline”). Per i clinici significa pensare modi in cui il corpo-interfaccia costruisce narrazioni nelle dimensioni complementari di una terapia onlife.
Silvia Luraschi
L’articolo esplora il ruolo centrale del sentire corporeo nei processi di apprendimento, superando il dualismo mente-corpo della tradizione occidentale. Attraverso la narrazione autobiografica, la prospettiva enattiva e i principi della Teoria Polivagale, l'autrice propone di "pensare con i piedi": una postura pedagogica ecologica e libertaria che valorizza la vulnerabilità, l'immaginazione e la coregolazione per creare comunità di apprendimento incarnate e trasformative.
Cristina Mangia
Sabrina Presto
Il contributo esplora il ruolo di corpi, valori ed emozioni nella ricerca e comunicazione su ambiente e salute. Attraverso pratiche di ricerca partecipata, scrittura divulgativa e teatro, si mostra come l'inclusione di saperi situati ed esperienze vissute arricchisca il rigore scientifico, contribuendo a costruire una conoscenza meno estrattiva e più responsabile
Federica Salerni
L’articolo vuole riflettere sul potere trasformativo dell’esperienza di maternità. Partendo dal corpo che cambia si arriva a riflettere su di una trasformazione che non è solo fisica ma è metamorfosi biologica, esistenziale ed identitaria. La trasformazione del corpo è visibile ma è lo specchio della complessità invisibile che porta con sé tutta l’esperienza della maternità.
Mario Thanavaro
Questo saggio esplora il corpo come luogo privilegiato di consapevolezza nelle tradizioni contemplative orientali — Buddhismo Theravada, Dzogchen tibetano, Tai Chi, Yoga — in dialogo con la cultura occidentale contemporanea. Il corpo non è semplice materia: è campo di esperienza, soglia tra interiorità e mondo, via di trasformazione della coscienza.
Marco Vallarino
L'articolo esplora il Metodo Feldenkrais come sistema di apprendimento somatico basato sull'unità mente-corpo. Tramite il movimento consapevole, l’uso inclusivo dell’attenzione e della multisensorialità l'individuo arricchisce la propria "auto-immagine", superando i limiti delle abitudini motorie e dei modelli meccanicistici. Vengono infine analizzate le sue ampie applicazioni pratiche, con particolare focus sulle arti performative e sulla rieducazione motoria.